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Paradigna
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mwfaParadigna è una piccola frazione del comune di mwfqParma, appartenente al quartiere mwfgCortile San Martino.

La località è situata 5,26mwga km a nord del centro della città.cite-ref-la-frazione-di-paradigna-1-1[1]

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

La frazione sorge in posizione pianeggiante alla quota di 43mwia m mwiqs.l.m.,cite-ref-la-frazione-di-paradigna-1-2[1] ai margini settentrionali della città, sulla sponda sinistra del canale Naviglio.cite-ref-3[3]

Storia

Il territorio di Paradigna risultava abitato già in mwlaepoca romana, quando fu frazionato in mwlqcenturie, ancora visibili nel tracciato rettilineo di via Paradigna.cite-ref-4[4]

Il borgo di mwmwParetineas fu citato per la prima volta il 15 giugno 835, in un atto. Il 29 dicembre 877 fu poi nominata nel documento di fondazione del mwnaCapitolo della Cattedrale di Parma la pieve mwnqad Casale Parencani, dedicata a mwngsan Martino.cite-ref-dall-aglio-5-0[5]cite-ref-terra-di-pievi-6-0[6]

Nel 962, secondo un atto di dubbia autenticità, l'mwqaimperatore del Sacro Romano Impero mwqqOttone I di Sassonia riconobbe al mwqgvescovo di Parma Oberto l'autorità, oltre che sulla città, anche su 3 miglia di contado intorno a essa, comprendenti tra le altre la zona di Paradigna.cite-ref-7[7]

La mwsaVilla Paradigni fu poi menzionata nel 1187, in un atto di conferma di beni emanato dal mwsqpapa Gregorio VII.cite-ref-dall-aglio-5-1[5]

In epoca mwtwmedievale fu edificata nel piccolo borgo una mwuacappella, citata per la prima volta nel 1230.cite-ref-chiesa-di-sant-andrea-8-0[8]

Alla fine del mwvgXIII secolo la zona di San Martino de' Bocci, ove sorgeva l'antica pieve, fu scelta dal cardinale mwvwGerardo Bianchi come sede della futura mwwaabbazia di Valserena, edificata a partire dal 1298; i monaci mwwqcistercensi, con l'aiuto dei mwwgconversi, si occuparono della bonifica della zona, fino ad allora occupata da mwwwbocci, ossia da sterpaglie e pruni; grazie anche alla canalizzazione delle acque, fu reso coltivabile un vasto territorio.cite-ref-valserena-9-0[9]cite-ref-dall-aglio-5-2[5]cite-ref-terra-di-pievi-6-1[6]

Nell'autunno del 1315 le intense piogge causarono nel Parmense devastanti alluvioni dei corsi d'acqua; il mwaqtorrente Parma straripò rovinosamente a monte della città e ne inondò tutto il perimetro e, a valle, le campagne e i borghi di Paradigna, mwagPizzolese e mwawGainago, causando numerose vittime.cite-ref-10[10]

Nel 1420 Paradigna, San Martino, mwcqCastelnovo, Gainago e altre località dei dintorni furono depredate dagli uomini di mwcgNiccolò Guerriero, mwcwGuido Torelli e mwdaCecco da Montagnana, nel tentativo di restituire Parma, conquistata nel 1409 dal mwdqmarchese di Ferrara mwdgNiccolò III d'Este, al mwdwduca di Milano mweaFilippo Maria Visconti.cite-ref-11[11]

In epoca mwfgnapoleonica, per effetto del decreto mwfwNardon del 1806, Paradigna divenne frazione del nuovo comune (o mwgamairie) di mwgqCortile San Martino,cite-ref-12[12] che nel 1943 fu sciolto e inglobato in quello di Parma.cite-ref-13[13]

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di Sant'Andrea

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa fu ristrutturata in forme mwkgneoclassiche nel corso del mwkwXVIII secolo e restaurata intorno al 1960. Il luogo di culto, affiancato da una cappella a pianta semicircolare per lato, è internamente decorato con mwlalesene mwlqdoriche e dipinti sulle volte.cite-ref-chiesa-di-sant-andrea-8-1[8]

Abbazia di Valserena e Centro studi e archivio della comunicazione

Edificata a partire dal 1298 accanto a una pieve mwpqaltomedievale abbattuta agli inizi del mwpgXIV secolo, l'abbazia mwpwcistercense di San Martino de' Bocci, voluta dal cardinale mwqaGerardo Bianchi con l'appoggio del mwqqpapa Bonifacio VIII, fu affiancata da una grande chiesa mwqggotica intorno al 1324; ampliata a più riprese fin dal mwqwXV secolo, fu modificata in forme mwrabarocche tra il mwrqXVII e il mwrgXVIII secolo, con la costruzione di nuove ali del monastero e della monumentale facciata del luogo di culto e la decorazione di una delle cappelle; soppressa nel 1810 per decreto mwrwnapoleonico, fu alienata a privati e trasformata inizialmente in un'industria conserviera e successivamente in un'azienda agricola; parzialmente abbattuta, fu acquisita dal mwsaDemanio tra il 1967 e il 1984 e ceduta in uso gratuito all'mwsqUniversità degli Studi di Parma; completamente ristrutturata negli anni seguenti, fu scelta nel 2004 come sede del Centro studi e archivio della comunicazione e aperta al pubblico nel 2015, in previsione di nuovi ampliamenti. L'imponente chiesa, interamente rivestita in laterizio, è dominata da un mwsgtiburio ottagonale sormontato da un'alta torre campanaria; sviluppata su un impianto a mwswcroce latina con tre navate, mwtatransetto e presbiterio coperti da mwtqvolte a crociera mwtgcostolonate, conserva ampie porzioni di affreschi mwtwrinascimentali, in parte eseguiti nel 1580 da mwuaCesare Baglioni. Il monastero, elevato su due livelli fuori terra, si articola su quattro lati della corte pentagonale delle Sculture. Il museo raccoglie circa 12 milioni di pezzi ed è suddiviso nelle cinque sezioni espositive arte, fotografia, media, progetto e spettacolo, sviluppate all'interno della chiesa, della sala delle Colonne, della sala Ipogea e della corte delle Sculture.cite-ref-14[14]cite-ref-valserena-9-1[9]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Oratorio della Concezione di Maria Vergine

Edificato in forme mw0abarocche nel 1658 per volere della famiglia Banchini, l'oratorio privato fu successivamente sottoposto ad alcune modifiche; caduto in degrado nella seconda metà del mw0qXX secolo, tra il 2013 e il 2015 fu completamente ristrutturato dai Templari Cattolici d'Italia, cui era stato concesso in mw0gcomodato dai proprietari. Il piccolo tempio, internamente decorato con alcuni affreschi, accoglie un mw0waltare maggiore barocco in marmi policromi.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]

Note

cite-note-la-frazione-di-paradigna-11. mw5gmw5wmw6aLa Frazione di Paradigna, su mw6qitalia.indettaglio.it. mw6gURL consultato il 13 dicembre 2018.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-21. cite-ref-la-frazione-di-paradigna-1-0[1]
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Bibliografia

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• citerefaff-1795Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
• citerefdall-aglioItalo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, II Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
• citereffallini-calidoni-rapetti-ughettiMarco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.
• citerefmolossiLorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
• citerefpezzanaAngelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate

• mwayqParma

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